09 Set 2016

prima di soffiare su tante candeline…

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Non è facile invecchiare con garbo.
Bisogna accertarsi della nuova carne, di nuova pelle, di nuovi solchi, di nuovi nei.

Bisogna lasciarla andare via, la giovinezza, senza mortificarla in una nuova età che non le appartiene, occorre far la pace con il respiro più corto, con la lentezza della rimessa in sesto dopo gli stravizi, con le giunture, con le arterie, coi capelli bianchi all’improvviso, che prendono il posto dei grilli per la testa.

Bisogna farsi nuovi ed amarsi in una nuova era, reinventarsi, continuare ad essere curiosi, ridere e spazzolarsi i denti per farli brillare come minuscole cariche di polvere da sparo.
Bisogna coltivare l’ironia, ricordarsi di sbagliare strada, scegliere con cura gli altri umani, allontanarsi dal sé, ritornarci, cantare, maledire i guru, canzonare i paurosi, stare nudi con fierezza. Invecchiare come si fosse vino, profumando e facendo godere il palato, senza abituarlo agli sbadigli.

Bisogna camminare dritti, saper portare le catene, parlare in altre lingue, detestarsi con parsimonia.
Non è facile invecchiare, ma l’alternativa sarebbe stata di morire ed io ho ancora tante cose da imparare.

~ Cecilia Resio ~

by Ariella Rossi

trovato su fb, condivido qui per ricordare tanta bellezza.

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16 Mar 2016

Scelgo

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Scelgo di vivere per scelta, non a caso.
 Io scelgo di apportare modifiche, non scuse.
 Scelgo di essere motivato, non manipolato.
 Scelgo di essere utile, non utilizzato.
 Scelgo l'autostima, non autocommiserazione.
 Scelgo di eccellere, non competere.
 Io scelgo di ascoltare la voce interiore,
 non a caso le voci della folla.
 La scelta è mia.
 (Alexander Starr)

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24 Set 2015

tratta gli altri come vorresti essere trattato tu

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Venti anni fa, lavoravo come tassista per mantenermi. Una notte, dopo una chiamata, alle 2:30 AM, sono arrivato davanti ad un edificio buio tranne una piccola luce che s’intravedeva da una finestra al piano terra.

In tali circostanze, molti avrebbero solo suonato il clacson una o due volte, atteso un minuto e poi se ne sarebbero andati via. Ma ho visto troppe persone che dipendevano dal taxi come loro unico mezzo di trasporto.

Se non mi sembrava un pericolo, io andavo e citofonavo. Così sono andato a bussare alla porta.
“Un momento!” Rispose una voce fragile che sembrava di una persona anziana. Ho sentito che trascinava qualcosa sul pavimento.

Dopo una lunga pausa, la porta si aprì. Una piccola donna, più o meno 80enne si presentò davanti a me. Indossava un abito colorato e un grande cappello con il nastro di velluto appuntato su di esso, come una donna in un film anni ’40. Vicino aveva una piccola valigetta in plastica.

L’appartamento sembrava come se nessuno ci avesse vissuto per anni. Tutti i mobili erano coperti con delle lenzuola. Non c’era nemmeno un orologio, un soprammobile o utensili sugli scaffali. In un angolo c’era un quadro di cartone pieno di foto, protetto da un vetro.
– Può portare il mio bagaglio in macchina? disse lei.

Ho messo la valigia in macchina e poi sono tornato per prendere la donna. Mi prese per un braccio e ci incamminammo lentamente verso la macchina. Ha continuato a ringraziarmi per la gentilezza.
– Niente di che, ho risposto. Cerco di trattare i miei clienti nel modo in cui vorrei che fosse trattata mia madre.
– Oh, sei un ragazzo così buono! ha detto.
Quando sono entrato in macchina, mi ha dato un indirizzo e mi ha chiesto:
– Potrebbe guidare attraverso il centro?
– Non è la via più breve, risposi in fretta.
– Oh, non importa, disse lei. Non ho fretta. Sto andando in un centro anziani…
Ho guardato nello specchietto retrovisore. I suoi occhi brillavano…
– Non ho più nessuno della mia famiglia… ha continuato. Il medico dice che non ho molto tempo… In silenzio, ho cercato il tassametro e l’ho staccato.
– Quale tragitto vuole fare? ho chiesto.
Per le ore successive ho guidato attraverso la città.
Lei mi ha mostrato l’edificio dove una volta aveva lavorato come operatrice all’ascensore.
Ho guidato attraverso il quartiere dove lei e suo marito avevano vissuto appena sposati. Sono passato di fronte ad un deposito di mobili che un tempo era stato una sala da ballo in cui aveva l’abitudine di andare a ballare quando era una ragazza. Qualche volta mi chiedeva di fermarmi di fronte agli edifici o angoli di strada e stare con lei nel buio, contemplare in silenzio.
Con le prime luci dell’alba, improvvisamente mi disse:
– Sono stanca… Andiamo.
Ho guidato in silenzio verso l’indirizzo che mi aveva dato.
Era un edificio basso, una piccola casa con un vialetto che passava sotto un cancelletto. Due persone sono uscite fuori per accoglierci, appena arrivati. Erano molto attenti alla donna. Ho aperto il portabagaglio e portato la piccola valigia alla porta. La donna era già seduta in una sedia a rotelle.
– Quanto ti devo, ha chiesto mentre cercava il portafoglio.
– Niente, ho risposto.
– Ma anche tu devi mantenerti…
– Non preoccupatevi… ci sono altri passeggeri, ho risposto. Quasi senza pensarci, mi chinai e gli diedi un abbraccio. Mi abbracciò fortissimo…
– Hai dato ad una vecchia un momento di gioia, disse. Grazie!
Gli strinsi la mano lasciandola nella luce del mattino.
Dietro di me, la porta si chiuse… Un rumore che chiudeva una vita… Non ho preso altri passeggeri in quel turno…
Ho guidato, perso nei miei pensieri… Per il resto della giornata, potevo malapena parlare.
Che cosa sarebbe successo se quella donna avesse trovato un autista arrabbiato, o uno che era impaziente di finire il suo turno?… Cosa sarebbe stato se avessi rifiutato di prendere la chiamata, o suonare una volta, poi andato via?
Guardando indietro penso di non aver fatto niente di più importante nella mia vita…
Siamo tentati di pensare che le nostre vite ruotano attorno ad alcuni grandi momenti, ma spesso questi grandi momenti ci colgono di sorpresa – ben avvolti in quello che gli altri considererebbero banale.

Questa vita può non essere la festa che si spera, ma mentre siamo qui dobbiamo ballare.

Ogni mattina, quando apro gli occhi, dico: Oggi è un giorno speciale!
Ricordatevi di questo, amici miei: non si può mai tornare indietro…
Tratta le persone come vorresti essere trattato te

dal Web

 

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19 Set 2015

la mamma perfetta :-)

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C’era una mamma, una madre madrona,
la mano a saetta, la voce che tuona.
Più che un bambino voleva un soldato
Ma poi crebbe un hippie tutto arruffato.

C’era una mamma, un po’ mamma e un po’ chioccia,
di libertà ne lasciava una goccia,
le nacque una bimba paracadutista
adesso è una stuntman professionista.

C’era una mamma vegana e pittrice,
viveva di tofu col figlio, felice.
“quanti bei posti dipingerai?”
Ma invece il suo Adolfo guidò il Terzo Reich.
Filastrocca del figlio perfetto
Scolpito, pensato come un angioletto
Tu lo volevi un po’ simile a te
e invece “sorpresa!” decide da sé.

C’era una mamma, femminista di razza,
mutande bruciate e tette giù in piazza,
ma ebbe una figlia, un clone di barbie
che va da Intimissimi e spende i miliardi.

C’era una mamma ingessata e ingegnera
sinapsi a quadretti, compita ed austera,
ma il figlio non legge ogni giorno i listini
compila gli oroscopi, descrive destini.

C’era una mamma Bocca di Rosa,
si dice puttana, io dico sciantosa,
il figlio giurò per la castità,
un frate trappista, in povertà.

C’era una mamma, una santa, una suora,
conosce l’amore, ma il piacere lo ignora,
crebbe un bambino, un chierichetto,
fa il pornoattore, un artista del letto.
Filastrocca del figlio perfetto
Scolpito, pensato come un angioletto
Tu lo volevi un po’ simile a te
e invece “sorpresa!” decide da sé.

Filastrocca della mamma imperfetta.
La mamma perfetta un figlio lo accetta.

Enrica Tesio

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02 Set 2015

un bene prezioso…gli amici veri

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DA ”LA LUCE NELLA NOTTE PIU’ BUIA”
Dedicato agli amici, quelli veri, quelli che ci sono anche se ti allontani, quelli che se hai un problema non ti dicono ”a domani”, ma restano con te a combattere, quelli che accettano i tuoi sbalzi di umore e, se è il caso, ti aiutano persino a sbagliare se quello sbaglio ti farà stare bene…quelli che non chiedono ma danno, quelli che non pensano ma fanno, quelli che ringrazi Dio o chi per Lui perché ti sono accanto.

 

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08 Ago 2015

una donna straordinaria

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Nessuno può immaginare
quel che dico quando me ne sto in silenzio
chi vedo quando chiudo gli occhi
come vengo sospinta quando vengo sospinta
cosa cerco quando lascio libere le mani.
Nessuno, nessuno sa
quando ho fame quando parto
quando cammino e quando mi perdo,
e nessuno sa
che per me andare è ritornare
e ritornare è indietreggiare,
che la mia debolezza è una maschera
e la mia forza è una maschera,
e quel che seguirà è una tempesta.

Credono di sapere
e io glielo lascio credere
e io avvengo.

Hanno costruito per me una gabbia affinché la mia libertà
fosse una loro concessione
e ringraziassi e obbedissi.
Ma io sono libera prima e dopo di loro,
con loro e senza loro
sono libera nella vittoria e nella sconfitta.
La mia prigione è la mia volontà!
La chiave della mia prigione è la loro lingua
ma la loro lingua si avvinghia intorno alle dita del mio
desiderio
e il mio desiderio non riusciranno mai a domare.

Sono una donna.
Credono che la mia libertà sia loro proprietà
e io glielo lascio credere
e avvengo.

(Joumana Haddad)

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08 Ago 2015

La madre al figlio

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 La madre al figlio

Bene, figliolo, te lo dirò:
la vita per me non è stata una scala di cristallo.
Ci furono chiodi
e schegge
ed assi sconnesse,
e tratti senza tappeti sul pavimento
nudi.
Ma per tutto il tempo
seguitai a salire
e raggiunsi i pianerottoli,
e voltai angoli
e qualche volta camminai nel buio
dove non era spiraglio di luce,
Così, ragazzo, non tornare indietro.
Non fermarti sui gradini
perché trovi ardua l’ascesa.
Non cadere ora
perché io vado avanti, amor mio,
continuo a salire
e la vita per me non è stata una scala di cristallo.
(Langston Hughes)

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29 Lug 2015

la bontà del pane bruciato

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Dopo un lungo e duro giorno di lavoro, mia mamma mise un piatto con salsicce e pane tostato, molto bruciato, davanti al mio papà.
–… Ricordo che stavo aspettando che lo notasse… Nonostante mio padre lo avesse notato, prese un pane tostato, sorrise a mia madre e mi chiese come era andata a scuola. -Non ricordo cosa gli risposi, però mi ricordo il vederlo spalmare burro e marmellata sul pane tostato e mangiarlo tutto. -Quando mi alzai da tavola, quella sera, ricordo aver sentito mia madre chiedere scusa a mio padre per il pane tostato molto bruciato. Mai dimenticherò quello che gli disse:

“Cara non preoccuparti, a volte mi piace il pane tostato un po’ bruciato.” – Più tardi, quella sera, andai a dare il bacio della buona notte a mio padre e gli chiesi se veramente gli piaceva il pane tostato bruciato. – Egli mi abbracciò e mi fece questa riflessione:

“la tua mamma ha avuto un giorno molto duro nel lavoro, è molto stanca, ed inoltre un pane tostato un po’ bruciato non fa male a nessuno”. – La vita è piena di cose imperfette. Imparare ad accettare i difetti e decidere di apprezzare ognuna delle differenze degli altri, è una delle cose più importanti per creare una relazione sana e duratura. – La comprensione e la tolleranza sono la base di ogni buona relazione. -Sii più gentile di quanto ritieni necessario esserlo perchè tutte le persone, in questo momento, stanno lottando a qualche tipo di battaglia. -Tutti abbiamo problemi e tutti stiamo imparando a vivere, ed è molto probabile che non ci basti una vita per imparare il necessario.

“Il viaggio verso la felicità non è diritto. Esistono curve chiamate EQUIVOCI, esistono semafori chiamati AMICI, luci di posizione chiamate FAMIGLIA, e tutto si raggiunge se hai: Una ruota di scorta chiamata DECISIONE, un potente motore chiamato COMPRENSIONE una buona assicurazione chiamata FEDE, abbondante combustible chiamato PAZIENZA, e soprattutto un autista esperto chiamato AMORE!!!. »

(Lin Yu Tang)

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23 Lug 2015

piccola riflessione

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Le cose possono venire a chi sa aspettare, ma saranno soltanto gli avanzi di chi si è dato da fare.
 Jane – Predestination

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14 Lug 2015

una vita intera per piacerti

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Ce metti una vita intera per piacerti,
e poi, arrivi alla fine e te rendi conto che te piaci.
Che te piaci perché sei tu, e perché per piacerti c’hai messo ‘na  vita intera: la tua.
Ce metti una vita intera per accorgerti che a chi dovevi piacè, sei piaciuta e a chi no, mejo così.
Ce metti na vita per contà i difetti e riderce sopra,
perché so belli, perché so i tuoi.
Perché senza tutti quei difetti, e chi saresti?… Nessuno!
Anna Magnani

 

 

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